Articolo de “il calciatore” settembre/ottobre 2012

13/12/2012
Articolo de “il calciatore” settembre/ottobre 2012

Katia Serra (“voce” Rai)

“È il momento di investire”

Il Mondiale U.20 è stata una manifestazione esaltante sotto il profilo tecnico, ottimamente organizzato e seguito in tv e sugli spalti da molti appassionati. Si è avuta l’ulteriore conferma che il calcio femminile, a livello mondiale, ha intrapreso la strada giusta per continuare a crescere. In un contesto così appagante, è mancata l’Italia che, partendo senza ambizioni realistiche, ha messo in mostra tanti limiti, oltre le previsioni. Sono riaffiorati i soliti problemi: arriviamo ad appuntamenti internazionali fondamentali fuori forma, le nostre calciatrici non sono atlete, c’è la tendenza a scaricare le responsabilità, manca una programmazione di preparazione all’evento, il rapporto scuola-sport ostacola le atlete a portare avanti con profitto entrambi gli obiettivi. È arrivato il momento di agire, di prendere decisioni funzionali, la politica deve scegliere per gli interessi collettivi, di investire risorse economiche ed umane, mettendo le ex calciatrici in ruoli di comando, tecnico o dirigenziale. Le proposte operative possono essere tante: spostare ad esempio i campionati in un periodo diverso, sfruttare l’estate per dare visibilità, il che consentirebbe anche di arrivare in forma agli appuntamenti internazionali decisivi. Migliorare la collaborazione tra allenatori delle Nazionali e di società, fissando appuntamenti di confronto regolare, con obbligo di partecipazione. Mettere un coordinatore di tutte le Nazionali, con poteri decisionali sulla scelta degli allenatori a cui va affidata la responsabilità di un progetto tecnico, inserire più nazionali (meglio l’Under 15 o serve un U21 o 23 traghettatrice per quella maggiore?), creare una banca dati sulle calciatrici di interesse nazionale. Creare un campionato competitivo, basato su poche società ben organizzati. Incentivare o obbligare le società maschili professionistiche ad inserire l’attività delle bambine, realizzando squadre giovanili che partecipano ai campionati agonistici. Intensificare il rapporto col Ministro dell’Istruzione per creare i presupposti idonei a non ostacolare il percorso scolastico delle calciatrici, attraverso un  coordinamento degli impegni. Investire nella comunicazione, nel marketing, nella visibilità utilizzando come testimonial le calciatrici e le ex calciatrici più rappresentative. Infine, aspetto fondamentale, in un momento di difficoltà economica di tutto il paese, ci vuole coraggio a sposare nuove idee, supportandole finanziariamente, tagliando il budget su altri settori. È arrivato il momento di investire sul calcio femminile!

 

L'articolo online qui: http://magazine.assocalciatori.it/Main.asp?MagID=2&MagNo=21